Micropali

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Micropali

I Micropali

I micropali oggi hanno trovato particolare impiego nel campo delle costruzioni, poiché dato il limitato ingombro e tecnologie particolari, offrono soluzioni razionali ed economiche ai problemi dell’ingegneria del terreno. I micropali trovano ampio campo di attuazione soprattutto nelle sottofondazioni di costruzioni esistenti, o nelle costruzioni in ambienti a spazio limitato, o ancora nel consolidamento di terreni o strutture non più strutturalmente affidabili.

I micropali possono riassumersi sostanzialmente in due grosse famiglie

a) Micropali con armatura tradizionale, realizzati con tecnica similare a quella dei pali trivellati a grande diametro, ossia costituiti o da una gabbia d’armatura con spirale e con il conseguente getto a bassa pressione;

b) Micropali costituiti da elementi profilati o tubolari in acciaio, assicurati nel terreno per mezzo di iniezioni di miscele cementizie arricchito dall’inserimento di armature tubolari in acciaio.

All’interno di questo secondo gruppo l’iniezione può essere eseguita:

– una sola volta ossia a bassa pressione, dalla sommità del foro, ottenendo una sigillatura a termine dell’iniezione.

– o in più riprese, con getto a pressione controllata previa sigillatura in bassa pressione. L’iniezione a pressione controllata viene effettuata attraverso apposi-te valvole di non ritorno inserite nell’armature avviando l’iniezione dalla valvola più profonda e procedendo valvola per valvola in risalita. Detta operazione viene effettuata dopo il completamento della presa da parte della miscela di guaina. Quest’ultima tecnica esecutiva consente di raggiungere elevate capacità portanti anche in terreni di scadenti caratteristiche meccaniche.

Per eseguire una corretta iniezione ed ottenere prestazioni ottimali del micropalo bisogna attenersi scrupolosamente ai seguenti canoni per il rapporto a/c, pari a 0.5÷0.6 per la formazione di guaine e rapporti anche di 1:1 per le iniezioni; inoltre si prefe-risce stabilizzare le miscele con l’uso di additivi.

TIPI DI PERFORAZIONE

La perforazione avviene con perforatrici idrauliche o pneumatiche.

Essa può avvenire:

con rivestimento provvisorio/permanente
senza rivestimento

ed inoltre può essere:

a sola rotazione
a rotopercussione

In linea di principio è necessario operare a rotopercussione e circolazione d’aria e/o acqua nelle rocce o nei terreni consistenti, ghiaie e ciottoli in matrice sabbiosa compatta, mentre si opera con sola rotazione e circolazione di fluido (acqua-sosp. di bentonite o di polimeri) con terreni sciolti. Il rivestimento è necessario quando si è in presenza di falda o formazioni che all’atto della perforazione non consentono la stabilità del foro con pericolo di occlusione del foro stesso.

Oggi, con l’ausilio di miscele di aria, polimeri e schiumogeni, si riesce spesso a stabilizzare le pareti del foro ed evitare l’uso del rivestimento, che rappresenta un onere sensibile.

Si noti che l’uso della tecnologia di perforazione è da valutare in relazione al contesto in cui si opera. In particolare nel caso di ristrutturazioni, in situazioni particolarmente critiche, la rotopercussione potrebbe essere sconsigliata in quanto dà luogo a vibrazioni.

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